La ricerca di Stefania Pinci nasce e si sviluppa intorno alla modulazione di tecniche tradizionali, sapientemente studiate, per portare alla luce opere contemporanee in diretta comunicazione con le influenze del passato. Le sue creazioni, infatti, combinano l’eredità del mosaico con quella pittorica per restituire composizioni ricche, complesse, ma dai soggetti semplici, come paesaggi, nature morte e ritratti. La peculiarità artistica della Nostra risiede nella capacità di far confluire questi media insieme, esaltando gli effetti luministici e cromatici, senza tralasciare un’attenzione alla dimensione intima e spirituale.
Le composizioni si aprono al fruitore, abbracciandolo e trasportandolo in una dimensione sospesa e fantastica dove dominano tematiche esistenziali legate all’identità e alla fugacità della vita.
La chiave stilistica di Pinci si fonda su un lavoro di bilanciamenti tecnici con un approccio bivalente. La fase pittorica costruisce gli spazi e i dettagli: pennellate ampie e liquide si alternano a tocchi più rapidi e densi, determinando risultati rarefatti o estremamente dettagliati.
Nella scelta cromatica predilige una tavolozza omogenea, in accordo con l’atmosfera rappresentata, coinvolgendo emotivamente lo spettatore, talvolta con un’esplosione cangiante di colori, talaltra con sfumature più morbide e modulate.
Tale attenzione alla nuance si affianca a un processo di selezione e innesti di tasselli – spesso dalle forme irregolari – , utilizzati in sostituzione di singoli elementi o interi spazi.
Alternando frammenti e pittura, l’artista da un lato crea un ritmo dinamico, amplificando il movimento delle narrazioni, dall’altro introduce il valore tattile all’esperienza percettiva. L’opera assume caratteristiche tridimensionali, lasciando intuire la differenza tra la superficie piana della pittura e quella in rilievo dell’intarsio. Inoltre, le peculiarità intrinseche della tessera aggiungono luce alla scena, capace di cambiare a seconda dello spazio e dell’orario in cui la tela viene esposta.
Il mosaico stabilisce una connessione con la storia, conducendo l’osservatore in un viaggio ove vengono evocate testimonianze parietali e stilemi del periodo bizantino. Nonostante ciò, la ricchezza coloristica avvicina questa produzione all’eredità dell’Art Nouveau, grazie a lavori musivi brillanti e soggetti vegetali.
L’introduzione dell’intarsio è significativa in quanto rimanda a un piano di frammentazione che, forse, potrebbe riflettere una prospettiva interiore, portando l’attenzione su un senso di finitudine del Sé, della propria anima e delle emozioni. Quando si osservano i paesaggi, ad esempio, la componente musiva sembra suggerire una dimensione onirica, come se il fruitore fosse reso consapevole dell’idillio sospeso, in cui le tessere diventano l’espediente per comprendere l’inganno.
Il tassello assume, pertanto, un valore psicologico, elemento di straniamento o talvolta quinta teatrale atta a incorniciare un mondo arcadico e lontano a cui lo spettatore è invitato a partecipare.
