Nota Critica a cura della Galleria Farini – Bologna

“Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell’illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi. Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini, che possiamo modificare il corso degli eventi. persino lo Zodiaco.”  Giordano Bruno

Sulle parole del filosofo introduco la pittrice Stefania Pinci e la sua originale opera “Di che segno sei?” presentata in occasione della XVII Collettiva Internazionale di Pittura, Scultura e Fotografia del fortunato progetto della Galleria Farini Concept Arte a Palazzo, che vede, in questa edizione di primavera, la compresenza di artisti a noi coevi ed anche emergenti accanto ai grandi maestri dell’arte del secondo Novecento.

La Pinci è romana, di formazione artistico/letteraria classica sotto l’insegnamento di Maurizio Calvesi e, sin dalla giovane età, protagonista di grandi riconoscimenti per i suoi lavori pittorici, spesso afferenti alla decorazione di interni, allogati da importanti committenti e pubblicati su riviste di fama internazionale, che denotano quanto la formazione accademica le abbia dato solo il “La” per poter determinare, invece, un percorso proprio ed una ricerca personale tesa verso altre prospettive. Il suo stile, invero, che ha preso naturale avvio da una matrice figurativa tradizionale, si è poi spinto oltre, sperimentando il linguaggio informale, attraversando le istanze di una espressività sciolta, libera da ogni qualsivoglia sovrastruttura, adattando l’intuizione alla materia e viceversa. Riconoscibile è ormai divenuto il suo gesto, il segno pittorico che Ella crea con l’ausilio della spatola, che si muove in un impasto cromatico energico, forte, coinvolgente e sinestetico a tratti, in grado di evocare suggestioni ancestrali e che si ritrova espresso con profonda potenza anche nell’opera “Di che segno sei?”. Il dipinto, di stampo espressionista, fà del colore e della composizione i due punti cardine della costruzione dell’immagine e dell’azione narrativa. Il simbolismo che richiama i segni dello Zodiaco è fantasioso, gioca con la lunga tradizione iconografica dell’Astrologia in quella che pare essere una epitome dei segni dell’oroscopo. E’ credenza comune e divinazione dello studio astrologico per cui appartenere a un dato segno zodiacale implichi parte del proprio destino, pertanto la domanda posta dall’opera della Pinci è una delle più comuni che ci si pone tra conoscenti.

“Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo.” Umberto Eco

E se il grande Eco, sempre sul filo dell’ironia così apostrofava il rapporto tra zodiaco e libero arbitrio, Stefania Pinci, mediante la sua opera, non solo interroga l’osservante, ma lo invita a guardarsi dentro, in profondità e per far ciò, si avvale del sincotato ritmo pittorico, dell’armonia del colore, dell’avvicendamento del verso e della sua peculiare grafia dando vita ad una cosmogonia che sosta tra la volta celeste ed il mondo terreno, metafora del reale e del surreale, del corpo e dell’anima, in un limbo dalle suggestioni oniriche.

A cura della Galleria Farini – Bologna

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